Amore è attrazione fisica ma è anche rispetto, calore, intesa reciproca, progetto comune di vita. Quelli che sono qui ironicamente denominati amori non sono tali; sono carceri esistenziali in cui individui incoscienti e distratti si rinchiudono senza accorgersene, anelando a qualcosa di imprecisato ma incapaci di prestare attenzione ai concreti dettagli del quotidiano, e infine lasciandosi invischiare come in una trappola quando i dettagli, impietosamente, presentano il conto. In controluce, si profila l’immagine di un rapporto valido e compiuto, la cui perfezione solo sognata carica di maggiore agonia i detriti di irrisolta, patetica speranza vissuti dai personaggi di queste piccole tragedie e dà loro quel briciolo di dignità che ne illumina il tentativo e il fallimento.
Ermanno Bencivenga
Ermanno Bencivenga è Distinguished Professor of Philosophy and the Humanities, Emeritus, all’Università di California; logico di fama, ha dato importanti contributi alla filosofia del linguaggio, alla filosofia morale e alla storia della filosofia. In Oltre la tolleranza, Manifesto per un mondo senza lavoro e Parole che contano ha elaborato un’utopia politica. È autore di dieci libri di poesia (l’ultimo è Cosmica, intima commedia), delle tragedie Abramo, Annibale, Alessandro e Augusto, di Cinque atti unici e del romanzo Morti senza senso. Per il grande pubblico ha scritto (fra l’altro) La filosofia in ottantadue favole, La scomparsa del pensiero, La stupidità del male e Logica dei paradossi. Collabora al quotidiano «L’Avvenire». Per MdS editore ha partecipato alle antologie Favolare e Gabbie e ha pubblicato Il giorno in cui non tornarono i conti e Case.

