Non siamo puri spiriti. Siamo corpi che abitano uno spazio, e il modo in cui lo abitiamo riflette ed esprime il nostro essere, le sue qualità e le sue patologie. I protagonisti di questi nove racconti hanno, in diverse forme, un rapporto particolare con il proprio spazio vitale, che definisce la loro esistenza come un appuntamento mancato, un’attesa inutile in una terra di nessuno per una realizzazione e una gioia che hanno dichiarato perpetua indisponibilità. Sono piccole tragedie quotidiane, in cui talvolta la casa soffoca e opprime i suoi abitanti, talaltra s’impone precisamente attraverso la sua assenza (una delle manifestazioni più intense di presenza, avrebbe detto Sartre).
Ermanno Bencivenga
Ermanno Bencivenga è Distinguished Professor of Philosophy and the Humanities, Emeritus, all’Università di California; logico di fama, ha dato importanti contributi alla filosofia del linguaggio, alla filosofia morale e alla storia della filosofia. In Oltre la tolleranza, Manifesto per un mondo senza lavoro e Parole che contano ha elaborato un’utopia politica. È autore di dieci libri di poesia (l’ultimo è Cosmica, intima commedia), delle tragedie Abramo, Annibale, Alessandro e Augusto, di Cinque atti unici e del romanzo Morti senza senso. Per il grande pubblico ha scritto (fra l’altro) La filosofia in ottantadue favole, La scomparsa del pensiero, La stupidità del male e Logica dei paradossi. Collabora al quotidiano «L’Avvenire». Per MdS editore ha partecipato alle antologie Favolare e Gabbie e ha pubblicato Il giorno in cui non tornarono i conti e Case.

