Roma, ora blu. Nel traffico del GRA Mario Silla si ferma per salvare un gatto nero ferito: lo chiamerà Mozzo. Da quell’istante la realtà slitta. Tornato a casa, una sorpresa lo catapulta in una folle corsa notturna in cui eventi e incontri si susseguono — comici, sentimentali, erotici, disperati. È l’inizio di una nuova vita.
Zagari costruisce un romanzo in cui l’azione è magnete e specchio: tutto è vero, ma su un piano sfalsato e simbolico, dove tempi ed emozioni si rincorrono e la città, percepita in continuo movimento, scatena ansie, frustrazioni e una paradossale sicurezza. Sembra un incubo, e insieme un gioco selvaggio, forse liberatorio.
La narrazione non descrive: guida l’esperienza, la piega, la reinventa. Il viaggio diventa un percorso di ri-identificazione, con Mozzo come enigma e bussola: contano meno i fatti, più le scelte che li fendono. Il cavalletto di Siviglia è una favola urbana ironica e vertiginosa: scrittura brillante, dialoghi affilati, personaggi vividi e scene che restano negli occhi. Un romanzo che sposta l’asse della percezione e chiede, pagina dopo pagina, qual è la scelta giusta: ridere o piangere, volare o camminare. A volte la libertà non è una risposta: è il modo in cui entri nella notte
Paolo Zagari
Paolo Zagari è nato a Roma nel 1962. Tra i suoi libri ricordiamo: Io Woody e Allen (Edizioni Dedalo) vincitore del premio letterario Diego Fabbri, Smog e Il tradimento preventivo (Fazi Editore), Soli, bastardi e sentimentali e Fuori dall’algoritmo (MdS Editore). Tra i suoi documentari: Bosnia le radici spezzate, Los tanos, Castel Delirio, Il deserto degli affetti (terzo classificato al premio internazionale Luchetti ), Il mercato delle braccia (vincitore del premio Ilaria Alpi) Terra di nessuno (vincitore del premio miglior reportage per repubblica.it). Tra le sue trasmissioni in qualità di autore, regista e inviato ricordiamo Crash, Cronaca in diretta, Il mondo di Quark, Racconti di vita, Rai Storia, Un mondo a colori, Chi l’ha visto. Romanzetto marino è il suo ultimo romanzo.

